Prestiti personali per lavoratori interinali

I lavoratori interinali sono lavoratori atipici, che spesso incontrano diverse difficoltà ad accedere al mondo tradizionale dei prestiti. Nonostante questo, anche i lavoratori interinali hanno modo e tempo di accedere a forme di prestito dedicate, che possano sostenerli in caso di piccole spese impreviste. Analizziamo meglio quali sono le caratteristiche di questo tipo di prestito e quali attori lo sostengono e propongono nel mercato italiano.

Definizione di prestito per lavoratori interinali

I prestiti per lavoratori interinali sono riservati a soggetti che hanno in essere un contratto a tempo determinato, di stage, di collaborazione e simili. Qualsiasi tipo di prestito può essere elargito nei casi in cui il pagamento dell’ultima rata sia fissato in un periodo precedente alla fine del prestito stesso. Diversa e più complessa è invece la situazione in caso di prestiti di più ampia durata.

In questi casi, come nei precedenti, sarà necessario fare ricorso ad una banca o ad una società finanziaria, anche se non di rado potrebbe presentarsi la necessità di disporre di un garante o fare ricorso ad un apposito fondo di garanzia.

Il fondo al quale è possibile attingere per questi prestiti copre fino ad un massimo di 2,500 euro a condizioni particolarmente vantaggiose, tuttavia il soggetto per avere accesso a questo fondo deve rispondere a determinati e precisi requisiti.

Il soggetto infatti non deve essere stato menzionato nella lista dei cattivi pagatori e non deve rientrare tra i protestati, oltre a dover avere una busta paga anche se connessa ad una collaborazione a termine.

Il fondo Ebitemp

Tra le realtà che hanno creato un fondo di questo tipo, volto ad erogare prestiti piccoli a lavoratori dipendenti troviamo l’Ebitemp, un istituto che nasce per dar vita a relazioni collaborative tra azienda, lavoratori temporanei e sindacati.

Attingendo a questo fondo, il soggetto potrà richiedere un prestito per un importo compreso tra i 500 euro e i 5.000 euro, da restituire senza alcuna istruttoria o spesa di gestione pratica. L’accesso è garantito a tutti i lavoratori temporanei a patto che il loro contratto di lavoro abbia almeno una durata residua di un mese. Ad esaminare le richieste di prestito sarà una commissione che analizzerà il profilo del soggetto, ma anche le motivazioni della richiesta.

I prestiti, come accennato, possono essere richiesti per coprire una cifra massima pari a 5.000 euro, gestiti in base a fasce differenti. In caso di prestito compreso tra i 500 e i 1.000 euro il soggetto non sarà tenuto ad indicare la finalità del prestito stesso e il prestito verrà concesso a tasso 0. Ad incidere sull’esito della richiesta, troviamo la missione che deve durare almeno un altro mese, e la compatibilità economica valutata tenendo conto dello stipendio percepito. Qualora il prestito sia compreso tra i 1.000 e i 2.500 euro, il soggetto farà richiesta di motivazione. Essa verrà valutata insieme al periodo residuo di 30 giorni e alla compatibilità economica. In caso di soggetto che richiedono un prestito compreso tra i 2.500 euro e i 5.000 euro invece la commissione farà una analisi che tiene conto dei fattori precedenti e che risulti più approfondita.

In tutti i casi il rientro nel prestito viene gestito solo ed esclusivamente in modalità Rid, attraverso rate fissate per durata e importo al momento del contratto. In generale è possibile affermare che le rate sono massimo 9 oltre il termine del lavoro e per un importo massimo di 2.500 euro. In caso di prestiti con valore compreso tra le 2,500 euro e i 5,000 euro le rate possono essere massimo 42.

Come fare richiesta

Per inoltrare la richiesta, sarà necessario presentare un documento di identità, il proprio codice fiscale, una autorizzazione all’uso di dati coperti da privacy, l’ultima busta paga, un certificato di residenza e il modulo di richiesta dell’ente di riferimento.

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