Come richiedere finanziamenti per nuove imprese

Soffocati da disoccupazione, crisi, problemi economici sono molti i giovani che vorrebbero rimboccarsi le maniche e dare il via ad una propria attività e di conseguenza al proprio futuro. Ad impedire la realizzazione di questi sogni subentrano purtroppo molto spesso motivazioni economiche. Intraprendere un nuovo progetto richiede infatti un investimento, per tale motivo molti soggetti sono alla ricerca di finanziamenti che possano aiutare in questa fase di avviamento. Capiamo dunque quali siano le diverse possibilità che si presentano a chi si trova in questa situazione.

Le diverse opzioni degli enti statali o europei

prestiti per nuovi progetti di businessIniziamo chiarendo che le possibilità offerte da più parti sono davvero tante, ma è fondamentale cercare e valutare con estrema cura le diverse ipotesi possibili. Iniziamo chiarendo che sono numerose le possibilità offerte dai diversi enti pubblici, statali, regionali, comunali o comunitari. Comuni, regioni e comunità europea lanciano infatti numerosi bandi, dedicati a specifiche categorie o a determinati settori. Tra le categorie “privilegiate” troviamo senza dubbio i giovani (solitamente sono considerati tali gli under 35) e le donne, parallelamente ci sono alcuni settori che vengono spinti attraverso questo tipo di finanziamenti. Rientrano in questa categoria le aziende nascenti nel settore agricolo, biologico, artigianale in genere.

Esistono anche delle realtà, sponsorizzate dal Governo, che propongono soluzioni interessanti,. Citiamo a titolo di esempio il caso di Invitalia, che mette ben 50 milioni di euro a disposizione delle future aziende. La cifra è indirizzata al sostegno di progetti imprenditoriali massimi di 1,5 milioni di euro, da restituire in 8 anni e tali da coprire al massimo il 75% dell’investimento iniziale legato al progetto stesso. Donne e giovani sono le categoria sostenute.

Purtroppo spesso questo tipo di iniziativa non è adeguatamente sponsorizzata, è quindi necessario tenersi documentati in maniera costante e attenta, controllando sia la Gazzetta Ufficiale che i vari siti internet delle varie realtà. Una volta verificata la presenza di un bando di nostro interesse, è necessario analizzare con attenzione i requisiti e, se soddisfatti, procedere alla presentazione della domanda di partecipazione al finanziamento entro i termini fissati. Attenzione, perché caratteristiche, requisiti, modalità di presentazione della domanda variano da bando in bando.

Rientrano tra queste iniziative sia finanziamenti a fondo perduto (e che quindi non devono essere restituiti) che altri a condizioni agevolate.

Le possibilità degli albi di settore

Come facilmente intuibile, i bandi sopra citati soddisfano una piccola percentuale di richiedenti, per questo motivo alcuni albi di settore promuovono una serie di finanziamenti a tassi agevolati, atti a favorire i futuri colleghi. Se siete iscritti ad un albo, quindi, verificato l’eventuale disponibilità di un fondo atto a sostenere a ad aiutare i futuri imprenditori. Anche in questo caso, verificata la presenza di una soluzione adatta a voi, è necessario inoltrare la domanda secondo le tempistiche richieste.

Le banche

L’ultimo possibilità è quella offerta dalle banche, che spesso offrono soluzioni dedicate a chi ha necessità di finanziare lo start-up della propria attività imprenditoriale. In questo caso, è necessario recarsi direttamente in filiale. In alcuni casi sarà necessario presentare il proprio progetto, in altri basteranno soltanto eventuali garanzie e garanti, atti a “tranquillizzare” la banca o più in generale l’ente che si appresta a concedervi il prestito.

Tra le varie proposte troviamo quella della UniCredit e del suo prodotto Stat up. Questa soluzione permette all’azienda nascente di ottenere un massimo di 100.000 euro, da restituire in periodo massimo di 7 anni, attraverso restituzione della cifra attraverso rate mensili, trimestrali o semestrali. Anche in questo caso, bisognerà prestare attenzione ai documenti da presentare in fase di richiesta, dal momento che dovrà essere presenta la iscrizione alla CCIAA e dimostrata la possibilità del soggetto di investire almeno il 30% della cifra in maniera autonoma.

 

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